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Emanuela Orlandi, trent'anni di buio

Emanuela

A Roma una fiaccolata per la ragazza scomparsa il 22 giugno 1983

ROMA – Una fiaccolata per Emanuela Orlandi, la figlia di un dipendente del Vaticano, scomparsa esattamente trent’anni fa. Appuntamento alle 19.30 in piazza Sant’Apollinare per arrivare a piazza San Pietro. Era il 22 giugno 1983 quando si sono perse nel nulla le tracce della ragazza che oggi avrebbe 45 anni. Sono stati trent'anni di indagini, di fantomatiche piste, di illazioni, depistaggi e false verità per quello che resta uno dei grandi misteri italiani.

Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Simona Maisto intendono chiudere l'inchiesta entro l'autunno. Ma prima devono essere completati una serie di accertamenti tecnici. Tra questi l'esame delle ossa recuperate nella cripta della basilica di Sant'Apollinare, dove e' stato sepolto fino al maggio dello scorso anno il boss della Banda della Magliana Enrico De Pedis, per verificare se qualcuna appartenga ad Emanuela. Gli esperti avranno bisogno ancora di un paio di mesi prima di rispondere al quesito della magistratura. C'e' poi il flauto mostrato nel corso del programma ''Chi l'ha visto'' e che secondo un testimone apparso sulla scena a 30 anni dai fatti, poi diventato indagato per sequestro di persona, Marco Fassoni Accetti, sarebbe appartenuto alla ragazza sparita il 22 giugno 1983.

Gli esperti della scientifica ai quali è stato affidato lo strumento musicale hanno accertato la presenza di oltre 40 reperti biologici, ma le loro dimensioni, ed il livello di logorio, non consentono una comparazione con il dna di Emanuela. Ulteriori e più sofisticati esami sono stati disposti da Capaldo e Maisto, ma la sensazione è che difficilmente potranno arrivare notizie interessanti dal flauto. Secondo Fassoni Accetti, Emanuela Orlandi, ma anche Mirella Gregori, a sua volta scomparsa nel 1983, si sarebbero allontanate spontaneamente nel quadro di una trama ordita per condizionare la Curia.

Oltre a quello di Fassoni Accetti, sono sei i nomi iscritti nel registro degli indagati per il sequestro di Emanuela: il più noto, e sorprendente, è quello di monsignor Pietro Vergari, ex rettore della basilica di Sant'Apollinare, ritenuto dagli inquirenti un elemento centrale della sparizione della Orlandi. Ci sono poi quelli di Sergio Virtù, Angelo Cassani, detto “Ciletto”, Gianfranco Cerboni, detto 'Gigetto' e Sabrina Minardi. I primi tre sono soggetti che hanno fatto parte, o gravitato nell'orbita della Banda, attiva a Roma tra gli anni '70 e '80. L'ultima è la supertestimone, già amante di De Pedis, che ha ridato impulso alle indagini attribuendo la responsabilità della sparizione della Orlandi alla Banda della Magliana.

«Tutto ciò che vogliamo – dice Pietro Orlani, fratello di Emanuela –  è sapere la verità e ottenere giustizia. Confido molto in Papa Francesco».

 







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